Buenos Aires: viaggio di connessione.

Buenos Aires -> Napoli (Volo AZ681), 7 marzo 2026
Il mio viaggio è iniziato il 28 febbraio 2026 con l’obiettivo di promuovere NaCLIPS creando una rete, trovando contatti, raccontando la mia scuola.
È andata molto meglio di così:
non ho creato una rete ma amicizie,
non ho trovato contatti ma persone,
non ho solo raccontato la mia scuola ma ho portato Napoli con me.
Andiamo con ordine.
Era ottobre 2025 quando la mia amica (e collega) Simona è venuta a Napoli a visitarmi.
In Piazza del Gesù Nuovo, poco prima di vomitare quasi a causa di un caffè espresso che le avevo rovinato con qualche goccia di stevia, la mia amica mi ha chiesto:
-Vado a Buenos Aires per tre mesi, vuoi venire?
Dopo meno di quattro ore avevo in tasca il mio biglietto ITA Airways, poi mi sono chiesta:
Ma io a Buenos Aires che ci vado a fare?
Non me l’aspettavo, ma ecco come è andata.

Silvana, insegnante di Italiano argentina, ha organizzato per me con la sua scuola “Italiano Di Sì” un seminario su Napoli all’Universidad Nacional di Quilmes, prima e dopo il quale mi ha scorrazzata su e giù in macchina offrendomi un tour privato e spiegandomi tutto quello che vedevo dal finestrino.
Avrei ancora qualche domanda, cara. Mi verresti a prendere di nuovo?
Fernando, che non smette mai mai mai di parlare, mi ha portata in auto fino a Lomas de Zamora per un incontro di lavoro, facendomi fare un sacco di risate.
Lui mi ha insegnato qualcosa sulla musica argentina, e io gli ho insegnato a fotografare le persone senza tagliare i piedi. Entrambe le cose sono utili e non le dimenticheremo.
Proprio a Lomas de Zamora ho incontrato direttori e insegnanti della scuola di Italiano “Dante Alighieri”: ciascuno ha una storia familiare italo-argentina. E durante il tour della loro enorme sede ho capito che facciamo lo stesso mestiere ma con una differenza importante: loro insegnano l’Italiano con la missione di conservare e mantenere viva una parte importante della cultura argentina. Un compito impegnativo!
Abbiamo mangiato un’infinità di biscotti, chiacchierato tanto e cantato insieme “Bella Ciao” sotto il sole che riscaldava il giardino. Che belle persone!
A loro ho rubato un tenero segreto didattico che voglio subito sperimentare: ecco come non sbagliare più la scrittura delle parole bacio e abbraccio a causa delle doppie:
“Ti do un bacio con una sola bocca e ti abbraccio con due braccia.”
Funziona, sì?
Tra argentini e italiani non solo c’è una grande fratellanza, ma anche una grande somiglianza.
Ma non sempre.
Nel saluto, per esempio, c’è qualcosa da considerare:
- Quando in Italia ci si incontra per la prima volta, ci si stringe la mano.
Quando in Argentina ci si incontra per la prima volta, ci si bacia. Subito. - Quando ci si saluta in Italia, ci si dà due baci sulle guance a cominciare da destra.
Quando ci si saluta in Argentina, ci si dà un solo bacio a cominciare da sinistra.
Gli argentini, quindi, mi sono sembrati più calorosi degli italiani.
Ho potuto approfondire queste questioni con le studentesse del mio fantastico collega Marcelo, che ha organizzato un incontro in una pizzeria napoletana per farmi sentire a casa!
Così, con le sue studentesseAndreina, Stella Maris, Edith, Anna e Lis ho avuto una bella conversazione spensierata esclusivamente in Italiano, in cui abbiamo praticato soprattutto la fluenza (…o il coraggio?) e per niente la grammatica. Niente male!

Flavia e Florencia mi hanno accolta nella vivacissima realtà del Centro Universitario de Idiomas. Il caffè era buono, così come l’atmosfera del nostro dialogo: allegro, professionale e sorridente. Insomma: io ho conosciuto due donne eccezionali e loro hanno conosciuto NaCLIPS e la splendida realtà di LICET, che amo tanto. Siamo quindi prontissime a fare belle cose: per cominciare, potranno fare la spesa indossando la borsa di NaCLIPS!
Al mio arrivo, comunque, ho incontrato Viole, che mi ha fatto un massaggio indimenticabile dopo 14 ore di volo nel suo Serendipia: sarà per sempre nel mio cuore, per la cura che ci ha messo nel farmi scricchiolare tutte le ossa delle spalle e della schiena.
E non dimenticherò nè l’amico catanese-che-però-è-argentino di cui non conosco il nome che mi ha fatto mangiare le migliori empanadas, nè Flavia e Danielita che mi hanno tenuto compagnia davanti ad un ottimo pezzo di asado.
Grazie alla spinta vitale (un po’ troppo vitale!) della mia amica Simona, ho anche avuto la mia prima lezione di yoga della mia vita. Vorrei rassicurare tutti subito: non sono caduta mai durante gli esercizi.
L’erba mate, poi, l’avevo già provata molti anni fa e, ahimè, non mi piace.
Ma Alex l’ha preparata con così tanta devozione – e rovesciando foglie ovunque – che ho dovuto berla per forza.
Grazie, Alex. Sei un amico.
Ma saprò come vendicarmi alla prossima occasione.
Infine, per completare l’opera, ho cantato canzoni napoletane a Buenos Aires per due sere!
Maria e Candelaria, le musiciste ospiti della scuola lo scorso novembre (Las De Buenos Aires), mi hanno fatto conoscere i loro colleghi. Ho così presentato una versione ritmata di ‘O sole mio con Nacho e la sua chitarra, e ho avuto i brividi quando l’orchestra di gipsy jazz ha accompagnato la mia voce: un sogno per me, nell’ultima notte argentina!
Dunque, torno a casa con:
- un sacco di libri di Julio Cortàzar;
- l’urgenza di un caffè napoletano;
- la nostalgia di NaCLIPS;
- il desiderio di baciare mio figlio.
E adesso, che scrivo mentre sono in volo sull’Oceano Atlantico, indosso le cuffie e ascolto la musica.
Tango argentino, ovviamente.
P.S.= Grazie anche a Gianluca che in questi giorni, oltre a comprare mezzo milione di orribili souvenir con la faccia di Diego Armando Maradona, ha avuto il coraggio di accompagnarmi a un incontro formale di lavoro indossando una maglia del Napoli Calcio.
Rita Raimondo
Fondatrice e direttrice di NaCLIPS, Scuola di Lingua Italiana per Stranieri a Napoli.